Da piccolo dicevo di tifare Milan, ma la verità è che di calcio a me non me n'è mai fregato niente (dicevo anche che il mio gelato preferito era quello alla fragola e non era vero, ma questa è un'altra storia). Poi però ogni quattro anni ci sono i Mondiali, e lì il mio interesse per il calcio si risveglia all'improvviso. Quest'anno mi sono ritrovato a guardare con interesse persino partite come Argentina-Grecia, arrivando ad emozionarmi quando i giocatori (di enrambe le squadre) erano lì lì per segnare. Penso che il calcio sia uno sport bello ed elegante, però non riuscirei mai ad appassionarmi davvero a un club e a seguire il campionato o una coppa europea. Ai mondiali ci sono le nazioni, c'è l'impressione che ci siano meno sporcizie (quantomeno le nazionali non sono delle aziende, tò), c'è l'evento, e tutte 'stè robe qui.
I miei ricordi mondiali partono nel 1990, di cui ricordo solo le bandiere con Schillaci. Del 1994 ricordo una partita nella cucina di mia nonna (non nel senso che la partita si giocasse lì dentro, anche perché la cucina di mia nonna non si trovava negli Stati Uniti), e ricordo che me ne andai a letto durante la finale italia-Brasile. Nel 1998 già ero più interessato e mi incazzai per il rigore sbagliato di Di Biagio contro la Francia, ai quarti. Urlai "sì" ma intendevo "no". Nel 2002 ricordo che vidi alcune partite a casa di compagni di classe, un pezzo di una partita nella redazione della Disney a Milano, e la finale a casa di mia zia a Rodero (CO). Nel 2006 "festeggiai" la vittoria per le strade di Milano, fra le varie follie ricordo un autobus distrutto con la gente che ci ballava dentro. Se penso che al mondiale scorso stavo a Milano, 2 mondiali fa ero al liceo e 3 mondiali fa ero alle medie, mi viene da pensare a un discorso banalissimo sulla relatività del tempo che è meglio che non dico niente. Però adesso so come si sentivano i greci a contare il tempo per olimpiadi.